La torre Ferraresi è l’edificio di Camposanto più riconoscibile e autorevole del paese, con l’orologio su ogni facciata, sormontata da un torrazzo su cui poggia una struttura in ferro che ospita la campana dell’orologio. Al suo interno una scala in cotto permette di passare per i diversi piani.

La Torre costituisce l’ingresso alla corte storica del Palazzo Forni Levizzani, ancora in ristrutturazione dopo il terremoto del 2012; tale costruzione, il cui impianto originario è intuibile da una mappa di Giuseppe Spezzani del 1759*1, è stata pesantemente rimaneggiata nel tempo, in seguito a suddivisioni ereditarie, permute e vendite; parte del settore est, prospiciente l’attuale via Roma, è stato abbattuto.

La prima raffigurazione della Torre risale appunto al 1759, anche se l’edificio viene nominato in documenti antecedenti a tale data. Nello “Sbozzo di mappa” di Spezzani viene rappresentata graficamente la “Strada della Galiazza” (ora via Panaro) e il collegamento della “legnara” di Camposanto al Bosco della Saliceta. La corte con la torre fungeva infatti anche da deposito del legname, che dal Bosco veniva mandato verso Modena o Ferrara attraverso il Panaro. Nella mappa sono segnati i percorsi del Bosco e le costruzioni a ridosso del fiume, un tempo fondamentale via di collegamento e commercio; è stato inoltre ipotizzato che “nella corte si svolgessero operazioni di valutazione e stima sia del legname quanto dei prodotti cerealicoli raccolti”*2.

Documentazione scritta della seconda metà del Settecento indica che i conti Forni, proprietari dell’edificio, ospitavano nel palazzo i frati chiamati per la predicazione durante il periodo quaresimale, attestando quindi legami particolari tra la famiglia camposantese e i predicatori, solitamente dell’ordine dei francescani e guardiani dei conventi limitrofi *3.

Nel corso dei secoli la Corte assunse altri ruoli oltre a quello della raccolta e valutazione del legname: essa infatti divenne l’Ospitale di Sangue durante la battaglia del 8 febbraio 1743 tra le armate Spagnola e Austro-Sarda, e dopo l’unità d’Italia la parte rivolta verso l’argine del fiume Panaro ospitò la Caserma dei Reali Carabinieri *4.

La Corte fu dimora delle famiglie Forni, Masdoni e Levizzani, poi, per acquisto nella prima metà del 1800, passò alla famiglia Salici e, ancora per vendita, alla famiglia Ferraresi, da cui prende il nome la Torre oggi. In un rogito di suddivisione dei fratelli Salici del 1859 la Torre viene descritta nei minimi particolari *5. Negli ultimi decenni del secolo scorso, la Torre fu acquistata dal Comune diventando così la “Torre Civica” di Camposanto.

La Torre fu oggetto di un primo restauro intorno agli anni ‘90 del secolo scorso *6 e, in seguito, di un ulteriore consolidamento e restauro dopo il terremoto del 2012. Attualmente ospita l’acetaia comunale, realizzata grazie alla collaborazione con la Consorteria dell’Aceto Balsamico tradizionale di Spilamberto.

Per informazioni storiche sulla Torre e visite guidate all’acetaia e informazioni sulla cultura e presenza dell’Aceto Balsamico nella Bassa Modenese è possibile contattare l’ufficio tecnico del Comune di Camposanto tel. 0535 80912 oppure 333 3213495.

Per altre informazioni è possibile consultare la pubblicazione “Torre Ferraresi: Restauro architettonico e consolidamento strutturale dopo il sisma 2012”, realizzato dal Comune di Camposanto, disponibile per il prestito presso la biblioteca comunale.

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Torre Ferraresi: turismo Unione Comuni Modenesi Area Nord

Note:

1 La Torre Ferraresi: restauro architettonico e consolidamento strutturale dopo il sisma del 2012, a cura di Carla Ferrari, comune di Camposanto, 2018, pagg.14 - 15.

2 Marchesi G., “La Corte e la Torre Ferraresi” in Camposanto: immagini per ricordare, agli atti del Comune di Camposanto, 1996.

3 Archivio di Stato di Modena, Fondo Particolari, Forni, buste 556-561; Fondo Archivi Privati, famiglia Forni.

4 Marchesi G., op.cit.

5 La Torre Ferraresi…, op. cit.

6 Periodico del Comune di Camposanto, Comune Informa, marzo 1996, anno XIII, n° 1.